Testata Quotidiano di Puglia
Titolo «Le norme ci sono, però trovano scarsa applicazione»
Per Ennio Cillo, avvocato presso la Procura generale di Lecce, «non c' è un problema di strumenti legislativi» «Non tutti i Comuni dedicano adeguate risorse ed energie al contrasto all' abusivismo, alcune volte ci sono delle resistenze a livello amministrativo perché un abbattimento viene considerato impopolare come azione. Però, ci sono Comuni virtuosi e collaborativi, penso a quello di Lecce, ad esempio. L' abusivismo non è un reato non sradicabile, sono convinto che possa essere efficacemente contrastato». Il magistrato Ennio Cillo, avvocato generale della Repubblica presso la Procura generale di Lecce, per anni si è occupato, da vice procuratore aggiunto, di lotta all' abusivismo e reati ambientali. La sua esperienza diretta sul campo lo fa essere ottimista rispetto alla possibilità che la piaga dell' abusivismo edilizio possa essere eliminata o, quantomeno, ridotta. La Puglia, secondo i dati di Legambiente, è tra le Regioni italiane con la più alta percentuale di abbattimenti non eseguiti, eppure gli strumenti amministrativi ci sono. «Esistono ma alcune norme trovano scarsa applicazione», ammette Cillo. A quale si riferisce in particolare? «L' articolo 27 del Dpr 380 del 2001, ad esempio, al II comma prevede uno strumento che potrebbe essere molto utile. In pratica, stabilisce che gli uffici tecnici dei Comuni possano intervenire bloccando i lavori di esecuzione di un' opera prima di un eventuale intervento della magistratura qualora venga accertato che su quel terreno, su quell' area, non è possibile il rilascio di una concessione. Quindi, siamo dinanzi alla possibilità di un intervento diretto delle Amministrazioni che potrebbe impedire la realizzazione di immobili abusivi. Non solo: l' articolo 31 del Dpr 380 è stato modificato nel 2014. Il comma 4 bis prevede che se c' è una inottemperanza all' ordine di demolizione, questa possa essere punita con una sanzione che va da 2mila euro sino ad un massimo di 21mila euro. Se il mancato abbattimento riguarda un fabbricato abusivo che sorge su un' area a rischio idrogeologico va sempre elevata la sanzione massima di 21mila euro. È prevista anche una responsabilità amministrativa, oltre che pecuniaria. Insomma, abbiamo strumenti che se attuati potrebbero funzionare da deterrente». Il ministro dell' Ambiente, Sergio Costa, ieri intervenendo sul tema dell' abusivismo edilizio ha annunciato che è stato costituito un gruppo di lavoro per studiare e proporre al Parlamento e al Governo una norma che velocizzi gli abbattimenti. Ritiene che sia indispensabile un intervento legislativo? «Snellire e semplificare le procedure è sempre utile, però io credo che le norme ci siano e basterebbe farle osservare. Non ritengo che ci sia un problema di strumenti legislativi, certo si potrebbe rendere più efficace il meccanismo delle demolizioni per quanto riguarda le procedure amministrative». Quali sono, invece, le difficoltà maggiori nel contrasto all' abusivismo? «Bisogna, innanzitutto, fare una distinzione: ci sono le ordinanze dei Comuni e quelle a seguito di sentenza. Le ordinanze di demolizione a seguito di sentenza vengono eseguite, anzi spesso ci sono demolizioni spontanee: per ottenere benefici dal punto di vista della pena, l' imputato preferisce provvedere all' abbattimento prima della sentenza, a sue spese, provvedendo anche al ripristino dei luoghi. Certo la prescrizione nel processo penale ci penalizz». Meno efficienti sembrano essere i Comuni? «Non voglio generalizzare, perché ci sono Comuni molto collaborativi ed efficienti. Però, non tutti dedicano adeguate risorse ed energie, alcune volte per difficoltà oggettive, altre volte perché un abbattimento viene considerato impopolare. Però, qualcosa si muove e sono convinto che, prima o poi, come è accaduto per il contrabbando delle sigarette, anche l' abusivismo potrà essere sradicato. Il messaggio che deve passare è che l' abusivismo è un reato pericoloso per tutta la comunità, provoca il dissesto idrogeologico e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti». V.Dam.