Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Sul fronte sostenibilità è tempo di convergenze
Economia circolare. Confindustria e ministero dell' Ambiente d' accordo nel delineare un percorso comune - Gruppo congiunto per la semplificazione L' economia circolare potrebbe essere la terapia per una malattia che pare coinvolgere il mondo, e la malattia è quella distonia cognitiva per cui sono tutti ecologisti con l' ambiente degli altri. Per troppe persone del mondo e per troppi Governi la lotta ai cambiamenti climatici sì ma fatela voi, l' auto elettrica bellissima però compriamo il diesel, i migranti climatici vadano altrove, i rifiuti vadano nella regione confinante ma qui non vogliamo inceneritori. Questa distonia tra l' ambiente e la sua negazione può essere osservata in tutto il mondo. La medicina non omeopatica può venire dalla tendenza dell' economia di oggi, da quella spinta alla sostenibilità che, su scala nazionale, si legge guardando i trend dell' industria. In questi giorni il mondo dell' economia verde ha potuto assistere a un nuovo e costruttivo rapporto tra Confindustria e ministero dell' Ambiente in occasione della presentazione dello studio "Economia Circolare, il ruolo dell' industria italiana" e alla presentazione del rapporto Greenitaly di Symbola, mentre durante questa settimana coloro che fanno ambiente con i fatti e le cose si confronteranno a Rimini in occasione di Ecomondo e degli Stati generali della Green economy. I sintomi della malattia del mondo sono evidenti ma pochi vogliono riconoscerli. I segnali della febbre sociale dell' ambiente sono leggibili attraverso i no a qualsiasi impianto per risolvere il problema dei rifiuti o dell' energia, attraverso luoghi comuni sbagliati, attraverso consumi contraddittori. Ecco un esempio fra le mille e mille sinestesie tipiche di un mondo malato: la paralisi del settore rifiuti. Il mercato a valle dei prodotti riciclati ha dimensioni modeste perché i consumatori preferiscono prodotti realizzati con materie prime di prima scelta. Al tempo stesso i cittadini separano con diligenza i materiali: qui la plastica, lì i metalli, qui l' organico e di là la carta. Le quantità raccolte crescono ogni giorno. Le quantità riciclate invece no. I materiali si accumulano. Quale sarebbe la soluzione? La risposta è: bisogna far crescere la domanda di prodotti riciclati, bisogna dotare l' Italia, e soprattutto Roma, Napoli e gran parte del Mezzogiorno, di impianti di riciclo, e infine per completare il ciclo dei rifiuti e per equilibrarlo quando ci sono scostamenti c' è bisogno di qualche impianto che recuperi la componente energetica dei rifiuti. Però spesso nelle stesse persone c' è la contraddittorietà: no a prodotti che non siano di prima scelta, no agli impianti di riciclo, mai e poi mai inceneritori di rifiuti. La conseguenza? Per incidenti (quasi sempre) o per volontà criminale (in diversi casi) gli accumuli di materiali selezionati dai rifiuti, privi di destinazione, vengono divorati dalle fiamme, con ben poco beneficio per l' ambiente e per i polmoni di quegli stessi cittadini che s' erano opposti a impianti moderni. Non va fermato il percorso virtuoso avviato dalle aziende verdi. Anche se cittadini, politici e magistrati non lo sanno, l' Italia è una delle prime economie verdi dell' Unione Europea, «grazie al miglioramento dell' eco-efficienza in tutti e quattro gli indicatori analizzati: materie prime, consumi energetici, produzione di rifiuti ed emissioni atmosferiche», dice il rapporto GreenItaly 2018 presentato da Fondazione Symbola e Unioncamere. «La performance italiana è favorita dallo stesso made in Italy, capace di creare valore economico a partire dagli asset immateriali» come «design, qualità dei materiali impiegati, innovazione, sartorialità delle produzioni, immagini dei prodotti». Per questo motivo sono d' accordo Confindustria e ministero dell' Ambiente nel delineare un percorso comune: l' intesa per un cammino verso una meta comune pare, in nuce, ciò da cui domani potrà nascere quel piano nazionale per l' economia circolare, quella politica industriale e ambientale, che il presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia, ha proposto al ministro Sergio Costa alla presentazione del rapporto "Economia Circolare: il ruolo dell' industria italiana" illustrato a Roma da Andrea Bianchi, direttore delle politiche industriali della confederazione degli imprenditori, e da Riccardo Giovannini di Ernst&Young. E il ministro dell' Ambiente ha confermato: è già pronto un gruppo congiunto di lavoro fra il ministero dell' Ambiente e le imprese, con la parte attiva della Confindustria, per lavorare insieme e accelerare quella semplificazione normativa che oggi è richiesta dalle politiche ambientali e da chi è impegnato nella sostenibilità. © RIPRODUZIONE RISERVATA.