Testata Avvenire
Titolo In dieci anni spariti 642mila autonomi
L' Istat ne stima 5 milioni 363mila Ma l' Italia resta prima in Europa ROMA La recessione ha spazzato via oltre un lavoratore autonomo su dieci in Italia e la ripresa ha riguardato soprattutto i dipendenti. Tra il secondo trimestre 2008 e il secondo trimestre 2017 i lavoratori indipendenti in Italia si sono ridotti del 10,7%, ovvero di 642mila occupati, mentre i dipendenti di contro sono aumentati del 2,7%. L' Italia, tuttavia, resta il Paese dei lavoratori indipendenti. L' Istat ne stima 5 milioni 363mila, nel 2017, il 23,2% degli occupati, un dato molto superiore rispetto alla media Ue (15,7%). Tra loro il 68,1% è un lavoratore autonomo senza dipendenti (3 milioni 652mila). La scelta di lavorare come autonomi spesso deriva dal presentarsi di un' opportunità (motivo segnalato dal 38,7% degli indipendenti) o dalla prosecuzione dell' attività di famiglia (24%) e complessivamente sette lavoratori indipendenti su dieci non vorrebbero cambiare la loro condizione e diventare dipendenti. Il discorso è diverso per i 338mila lavoratori parzialmente autonomi che, generalmente in condizione di mono- committenza, presentano alcuni vincoli di subordinazione come un orario stabilito dal cliente. Il 29,2% di loro ha scelto di essere un indipendente perché non ha trovato un lavoro da dipendente e l' 8,9% è diventato indipendente in seguito alla richiesta del datore di lavoro. Oltre la metà (50,5%) vorrebbe diventare dipendente. Tra i lavoratori parzialmente autonomi sono più numerose le donne (50,2% a fronte del 24,9% tra i datori di lavoro e del 29,2 tra gli autonomi puri) così come le persone di 15-34 anni (35,5% rispetto al 10,7% dei datori di lavoro e al 15,8% degli autonomi puri). Circa la metà dei parzialmente autonomi ha un contratto di collaborazione, il 30,4% è un libero professionista e il 19,7% un lavoratore in proprio. Sono 145mila i parzialmente autonomi che dichiarano di avere una partita Iva. Tra i parzialmente autonomi si riscontrano quote più elevate di occupati sia nelle professioni qualificate (59,7% contro 45,8% del totale indipendenti) sia in quelle non qualificate. Tra i datori di lavoro ci sono, invece, più occupati nelle professioni qualificate del commercio e servizi, tra gli autonomi puri in quelle operaie e artigiane. Le principali difficoltà segnalate dai lavoratori indipendenti sono l' eccessivo carico amministrativo (25,2%), i periodi con assenza di clienti o carenza di lavoro (21,1%), i pagamenti ritardati o mancanti (19,8%). RIPRODUZIONE RISERVATA Lavoro.