Testata Italia Oggi
Titolo Made in Italy da tutelare
Il presidente Burlò illustra le richieste delle aziende per il 2019 La lotta al dumping favorisce l' occupazione Gli indicatori economici in questo frangente non sono particolarmente confortanti: rialzo dello spread, calo delle vendite dei Btp, e soprattutto decremento dei livelli occupazionali, richiedono un grande impegno della classe imprenditoriale per conservare posizioni conquistate in anni di lavoro. Particolarmente odioso il fenomeno di aziende, prevalentemente a capitale straniero, che chiudono stabilimenti in Italia per delocalizzare e affidare la produzione all' estero magari conservando il marchio italiano che conserva comunque il suo valore e il suo prestigio; è, per esempio, il caso della Pernigotti, i cui proprietari turchi intendono lasciare a casa centinaia di lavoratori per delegare la produzione in strutture dove manca la professionalità e la qualità della filiera. Questo è un tema cui il presidente dell' Unione nazionale imprenditori Mario Burlò è particolarmente sensibile anche per le sue esperienze dirette di «risanatore» di aziende in crisi. Da qui partiamo per la nostra conversazione. Domanda. Dottor Burlò, di fronte a eventi speculativi che comportano spesso azioni arbitrarie di gruppi che (magari dopo aver goduto per anni di contributi pubblici) decidono di spostare la produzione in luoghi e condizioni a loro più vantaggiose, anche se a scapito dei lavoratori, esistono strumenti di contrasto? Risposta. La vocazione manifatturiera dell' Italia è fuori discussione. Nel tutelare i marchi dell' eccellenza italiana, in settori come la moda o l' alimentare, non è accettabile che il prodotto presentato come «italiano» sia - anche solo in parte - lavorato all' estero. Il caso della Pernigotti è emblematico: i prodotti che hanno reso nota questa industria dolciaria - come cioccolatini e torrone - devono il loro successo alla qualità e alla maestria di lavorazioni fatte in uno specifico territorio, e questo deve essere assolutamente preservato. Sarebbe come se un caseificio emiliano decidesse di spostare il proprio stabilimento fuori dalla regione e pretendesse comunque di chiamare Parmigiano reggiano il suo formaggio. Ripeto: le peculiarità italiane vanno protette sempre. Solo così possiamo salvaguardare l' occupazione. D. D' accordo, ma questo comporta che l' impresa abbia la possibilità di reperire mano d' opera qualificata. E negli ultimi anni la scuola non si è dimostrata efficace nel creare figure professionali adeguate. R. Vero. Per anni le famiglie hanno preferito indirizzare i figli a corsi di studi apparentemente più prestigiosi, magari insistendo perché frequentassero licei piuttosto che istituti tecnici, e facoltà universitarie umanistiche piuttosto che scientifiche Iniziative come l' alternanza scuola-lavoro vanno incentivate, e sarebbe molto importante che già nelle scuole dell' obbligo si cominciassero a verificare le caratteristiche, le predisposizioni e le aspirazioni degli studenti. Oggi per fortuna i mestieri stanno acquisendo quella dignità sociale che prima non avevano. Guardi quanti aspiranti cuochi stanno facendo capolino alle scuole alberghiere, oppure ambiziosi stilisti in erba che vogliono frequentare le scuole specializzate Alla fine non diventeranno tutti i nuovi Bottura o Versace, ma troveranno più facilmente occupazione in strutture alberghiere o nell' industria tessile: solo in questo settore sono pronti oltre cinquantamila nuovi posti di lavoro, necessari per supportare l' incremento del nostro export D. Non crede che in questo senso anche il mondo delle imprese debba assumersi qualche responsabilità? R. Ovviamente: non possiamo sottrarci alle assunzioni di colpa della categoria. Credo che purtroppo la legittima attenzione al costo del lavoro abbia distratto molti industriali dall' utilizzare i fondi per la formazione; o quantomeno dall' indirizzare la categoria a sostenere quelle iniziative che meglio potessero favorire l' istruzione professionale ai mestieri oggi sempre più difficili da reperire. Spesso, quando si fanno questi esempi, una delle specializzazioni che viene più citata è quella del tornitore: lo si ripete frequentemente, forse perché sembra una bella parola Ciononostante i tornitori continuano a scarseggiare. D. Indirizzare i giovani al percorso professionale sarà una delle competenze che dovrebbero prendere il Centri per l' impiego. R. Indubbiamente: con il decreto dignità dovrebbero acquisire nuove competenze e funzioni. Mi auguro che al loro interno possano essere inserite professionalità qualificate all' orientamento e alla selezione. Ma anche le agenzie per il lavoro ne sono da tempo responsabilizzate. Ricordo che parte dei loro bilanci è destinata per legge a iniziative di formazione svolte dai loro enti bilaterali. D. Ma allora, presidente Burlò, perché ancora molti giovani talenti se ne vanno dall' Italia e trovano posti meglio pagati all' estero? R. Il miglior trattamento economico è incentivante, non c' è dubbio; sebbene io creda che avendo l' opportunità di un posto sicuro in Italia, anche se pagato un po' meno, un giovane non partirebbe: su questo il nostro Paese deve ancora lavorare. Per pagare meglio un lavoratore l' impresa deve poter disporre meglio dei suoi introiti, in gran parte assorbiti da balzelli che è persino complicato pagare a causa di una burocrazia arcaica e contorta. Spesso la necessità di utilizzare professionisti esterni specializzati in un circoscritto capitolo del proprio bilancio - dal consulente del lavoro al commercialista, al responsabile Rspp, all' avvocato, al fiscalista, al revisore, allo spedizioniere e chi più ne ha più ne metta - costituisce un onere aggiuntivo insostenibile. Noi ci siamo specializzati nell' offrire servizi alle imprese che non solo eliminano dai costi queste prestazioni, ma riducono sensibilmente il costo primario del lavoro, senza modificare le condizioni contrattuali del lavoratore. D. E come avete fatto? R. Introducendo una nuova forma di management di impresa, all' estero conosciuta come Outsourcing Hr, cioè l' esternalizzazione. La formula innovativa dell' appalto di servizio solleva l' imprenditore dalle incombenze burocratiche e amministrative che portano via tempo e denaro, così che possa dedicarsi con maggior impegno al proprio «core business». Tengo a sottolineare che l' azienda affidataria dell' appalto è tenuta a rilevare il personale che prende in carico alle stesse condizioni economiche e contrattuali nelle quali si trova al momento del passaggio. A loro legittima tutela i dipendenti devono essere preventivamente informati ed accettare formalmente il trasferimento. Le pratiche Hr saranno gestite da professionisti specializzati in grado di gestire servizi garantendo economie di scala che solo grandi strutture possono ottenere. Viene così a crearsi un circolo virtuoso, che può dare stimolo a nuove idee imprenditoriali che hanno fatto la fortuna di tante aziende italiane. D. Così lei ci sta svelando uno dei segreti che hanno permesso di risanare aziende in crisi. R. Indubbiamente intervenire ottimizzando il costo del lavoro è fondamentale, ma - mi creda - non si diventa imprenditori solo perché si è scoperto un sistema per risparmiare. Lo si diventa con il coraggio di rischiare, la capacità di investire gli utili, la conoscenza del prodotto e del suo mercato e l' orgoglio di contribuire alla crescita della propria comunità. Professionalità e passione, insomma.