Testata La Stampa (ed. Biella)
Titolo Spedite in Provincia più di 1200 firme contro la centrale
Una petizione record: nel giro di pochi mesi il gruppo di cittadini contrario alla costruzione dell' impianto a biogas di Salussola, è riuscito a raccogliere, spedendole direttamente in Provincia, ben 1247 firme. «Con l' iniziativa - spiega la referente Simonetta Magnone - contestiamo la delibera provinciale che non prevede la Valutazione d' impatto ambientale sulla struttura. Contestiamo anche le osservazioni sostenute in sede di conferenza dei servizi del sindaco Cabrio. Così non si rende nemmeno giustizia alle aziende agricole che da quarant' anni al Brianco producono e danno lavoro a diverse famiglie». Il nuovo impianto produrrà energia da rifiuti organici e sfalci verdi: secondo i firmatari della petizione, rappresenta un pericolo per la salute pubblica: «A nostro avviso- precisa Magnone - non sono state rispettate le distanze minime dalle abitazioni che da qui a qualche mese si ritroveranno l' impianto a pochi metri di distanza. Poi non è stato valutato con la dovuta attenzione il rischio d' incendio ed esplosione, nonostante i numerosi casi di cronaca che descrivono incidenti avvenuti per fughe di gas. Inoltre non è stato minimamente analizzato il pericolo che si sviluppino agenti patogeni come Lysteria Monocytogenes e Clostridium Botulinii, responsabili di gravi patologie per la salute umana ed animale in quanto possono entrare nella catena alimentare con conseguenze drammatiche. E ancora: non sono state valutate le emissioni di bioaerosol, con particolare riferimento al temibile fungo Aspergillus Fumigatus causa di immunodeficienza. Alcuni studi identificano in 250 metri la distanza di sicurezza dalle aree di compostaggio delle abitazioni e qui, spiace dirlo, non è stato rispettato il limite». Infine nel mirino anche il rischio di inquinamento dell' aria: «Il Testo unico ambientale comprende l' inquinamento olfattivo nella definizione di inquinamento atmosferico e sono ben descritte delle patologie associate ad esso, quali nausea, alterazione del sonno, attacchi di asma dolori articolari,- conclude Magnone -. Ma in questo caso nulla di tutto ciò è stato preso in considerazione». Sulla questione il sindaco Carlo Cabrio ha più volte fatto sapere la sua posizione, ricordando che a decidere nel merito è un altro ente e non il Comune e ricordando come a pochi metri di distanza vi sia una stessa centrale a biogas situata sul territorio di Santhià. «Non capisco perché accanirsi contro questo progetto- conclude Cabrio - che in definitiva ricicla del materiale organico non pericoloso e in più porterà una decina di posti di lavoro». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.