Testata Il Fatto Quotidiano
Titolo Nuovo processo penale, le toghe protestano
Dopo un braccio di ferro nella maggioranza durato mesi e con l' ennesimo voto di fiducia, il Senato dice sì alla riforma del processo penale. Il ddl, fortemente voluto dal governo e dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, però scontenta tutti, in primis i magistrati, che da tempo protestano contro una legge che considerano un "bavaglio" alle indagini. Ieri mattina in Senato a favore ci sono stati 156 voti, contro 121 no e un astenuto. La maggioranza ha votato compatta, con qualche defezione, mentre contro si sono espressi Forza Italia, M5S , Lega, Sinistra italiana, verdiniani, fittiani e Gal. "Si tratta di un testo mediocre, un pannicello caldo che serve solo a essere una bandierina per il ministro. Per questo io non lo voto", ha detto Felice Casson, l' unico nel nuovo gruppo bersaniano dei Democratici e progressisti a votare contro. Ma le critiche arrivano pure da Ncd, specialmente per quanto riguarda l' allungamento dei tempi di prescrizione, che ora il partito di Alfano vorrebbe di nuovo modificare alla Camera. Protestano anche i 5 Stelle. "Siamo di fronte a uno specchietto per le allodole: se da una parte aumentano le pene per i furti, dall' altra si legano le mani a magistratura e forze dell' ordine", afferma il senatore Giarrusso. "È una legge vergogna per uno Stato democratico", ha detto Beppe Grillo. Forti critiche arrivano anche dall' Anm, secondo cui la riforma "rallenta i processi" e avrà come effetto quello di "portare al collasso i tribunali". La prima novità della riforma è l' inasprimento delle pene per reati come i furti in abitazione, che passa da 3 a 6 anni, il furto aggravato (da 2 a 6 anni), la rapina semplice e aggravata (da 4 a 10 anni) e l' estorsione aggravata (da 6 a 7 anni). Pene aumentate anche per il voto di scambio politico-mafioso (da 6 a 12 anni). Vengono poi allungati i tempi della prescrizione, che viene sospesa per 18 mesi dopo la condanna in primo grado e per altri 18 mesi dopo la condanna in appello. Fin qui le novità che piacciono alle toghe. Poi ci sono quelle contestate. La prima è la restrizione dei tempi massimi per chiedere il processo: le procure, al termine delle indagini preliminari, avranno al massimo 3 mesi (prorogabili per altri 3, mentre i tempi si allungano a 15 mesi per mafia e terrorismo) per chiedere il rinvio a giudizio dell' indagato o il suo proscioglimento. Altro punto contestato è la stretta alle intercettazioni. I finanziamenti alle procure per intercettare vengono tagliati del 50%. Inoltre sarà vietata la pubblicazione nel procedimento di conversazioni irrilevanti ai fini dell' indagine o riguardanti persone estranee all' inchiesta: gli atti non allegati alla richiesta di misura cautelare finiranno in un archivio riservato che potrà essere esaminato solo dai difensori e dal giudice. Nuovi limiti anche per le registrazioni ambientali, che non potranno essere effettuate se non c' è il convincimento di un reato in corso, e per le intercettazioni tramite virus informatici (Trojan).