Testata Italia Oggi
Titolo Docenti, mobilità trasparente
Il Tar Lazio ha condannato il ministro dell' istruzione, Valeria Fedeli, a rendere noti gli atti da cui poter desumere la procedura (l' algoritmo) in base alla quale sono state effettuate le operazioni di mobilità dei docenti per l' anno scolastico 2016/17. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dai sindacati (Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals, da un lato, e Gilda dall' altro), che hanno chiesto trasparenza sull' operazione per poterne verificare eventuali errori, assegnando al Miur il termine di 30 giorni per la trasmissione di «copia dei cosiddetti codici sorgente del software dell' algoritmo di gestione della procedura della mobilità dei docenti per l' a.s. 2016/2017 di cui all' ordinanza ministeriale n. 241 del 2016». In ballo ci sono i trasferimenti di circa 100 mila docenti disposti dopo le assunzioni della Buona scuola, la riforma di Matteo Renzi. Il ministero fa sapere che presenterà ricorso al Consiglio di stato. Sino a sentenza definitiva, dunque, l' algoritmo non sarà consegnato e non ci saranno cambiamenti in merito ai trasferimenti già fatti. Il Tar (sentenza 3769/2017) ha riconosciuto il diritto d' accesso agli atti perché l' algoritmo, «pur non concretizzando in sé un atto amministrativo, tuttavia è strettamente funzionale al contenuto dispositivo dell' atto con cui è disposta la mobilità del personale interessato ed è pertanto», si legge nel testo della sentenza, «a quest' ultimo sostanzialmente assimilabile». La procedura informatica va dunque resa nota, è il ragionamento dei giudici amministrativi, perché finalizzata alla «gestione di un' attività che ha rilievo pubblicistico». Solo così sarà possibile, aggiungono i sindacati, verificare le procedure di trasferimento e riparare agli errori commessi. L' ex ministro Stefania Giannini aveva ammesso errori contenuti, pari a circa il 2,5% delle operazioni. Secondo la Uil scuola, il 16,7% degli insegnanti della scuola primaria e di primo grado stanno sicuramente sul posto sbagliato rispetto al loro punteggio, «non si tratta quindi di errori fisiologici», chiarisce il segretario generale Pino Turi, « è il sistema che è stato adottato, e le successive decisioni assunte per cercare di rimediare agli errori, che hanno prodotto situazioni di vero disagio». © Riproduzione riservata.