Testata La Nuova Sardegna
Titolo I candidati alla presidenza: il Policlinico non si tocca
Gli aspiranti governatori: i posti letto e i servizi devono restare a Sassaridopo il fallimento SASSARI La programmazione sanitaria regionale, il budget stanziato per il Sassarese, i posti letto previsti, e la concessione di un nuovo accreditamento costituiscono le basi per la rinascita futura del Policlinico, sopo il recente fallimento. È interessante capire cosa pensano della vicenda i sette aspiranti governatori della Regione, e quali saranno i loro impegni. Francesco Desogus (M5s): «La Regione avrebbe dovuto seguire con maggiore attenzione l' evolversi della situazione. Invece ancora una volta questa giunta di centrosinistra lascia in dote a chi verrà a governare solo macerie. La situazione è oggettivamente difficile ma la speranza è che gli imprenditori che già si erano mostrati interessati alla clinica, portino avanti il loro progetto. Il Policlinico ha infatti un ruolo importante nella definizione di una offerta sanitaria di qualità. La clinica deve dunque stare a Sassari: altri eventuali appetiti devono essere fermati». Vindice Lecis (Sinistra Sarda). «Il fallimento del Policlinico Sassarese riguarda tutti. Ed è una pessima notizia per un territorio fortemente in crisi. La bocciatura del concordato preventivo fa sfumare la vendita al Gruppo Habilita e riapre una ferita dolorosa che occorre sanare, salvaguardando il lavoro e i servizi all' interno degli standard richiesti. Il Sassarese non può permettersi altri guai. Serve dalla Regione e dalle forze istituzionali, politiche e sociali la massima attenzione. Confidiamo che le rassicurazioni a proposito del mantenimento del budget e dei posti letto assegnati per il Nord della Sardegna non venga modificato e resti invariato. Ma sollecitiamo Ats e Aou a farsi carico di quei servizi che erogava il Policlinico».Paolo Maninchedda (Pds): «È fortemente criticabile l' inopportuna tempistica dell' Assessorato della Sanità della Regione sulla revoca dell' accreditamento, decretata a margine di una procedura di cessione dell' azienda e dunque dinanzi a una possibile soluzione al dissesto finanziario. Il Policlinico sassarese aveva avviato le procedure di accreditamento sin dal 2012; per 7 anni gli uffici dell' assessorato sono rimasti dormienti per risvegliarsi all' improvviso nel maggio 2018. Sassari rischia di perdere tutti i servizi che vengono meno in una area, quella sassarese, che la rete ospedaliera e la rimodulazione dei posti letto voluti dall' Assessorato alla Sanità hanno già abbondantemente rimodulato in negativo. Noi ci siamo schierati duramente contro la rimodulazione dei posti letto e difeso la sanità sassarese contro chi voleva chiudere la chirurgia toracica, contro chi ha progettato più posti letto nell' area di Olbia che in quella di Sassari». Andrea Murgia (Autodeterminazione). «La vicenda del Policlinico fa il paio con la vicenda Aias. Sono entrambi il risultato di una scarsa capacità di controllo e di programmazione di Ats e dell' assessorato. Si è data troppa enfasi a posti di lavoro "possibili" al Mater Olbia senza pensare a tutelare i posti di lavoro esistenti. Le promesse di oggi dell' assessore sono tardive e hanno troppo il sapore di promesse elettorali. Io rafforzerei le strutture pubbliche, le specialità già attive e difenderei così tutti i posti di lavoro. In più un piano di assunzioni di specialisti per rinnovare una classe medica molto vecchia. E ancora un piano di assunzioni di medici di famiglia nei paesi e nelle sedi mancanti».Mauro Pili (Sardi Liberi): «La vertenza del Policlinico è l' ennesimo epilogo del mal governo della sanità sarda. Chiunque pensi alla fatalità del fallimento mente sapendo di mentire. Vi è un disegno di colonizzazione della sanità sarda senza precedenti. Lobby sanitarie italiane e straniere, legate a doppio mandato alla politica regionale, agiscono come spregiudicati speculatori pronti a divorare posti letto e convenzioni. È semplicemente inaudito revocare una convenzione e un accreditamento a pochi mesi dalle elezioni con pretestuose e tardive argomentazioni sulle condizioni delle sale operatorie. Per quanto mi riguarda, in qualsiasi ruolo, mi batterò contro qualsiasi speculazione per impedire che un solo posto letto venga sottratto alla realtà di Sassari. In questa direzione mi farò carico di impedire che un solo lavoratore venga espulso dal proprio posto di lavoro.Christian Solinas (centrodestra): «La vicenda del Policlinico di Sassari è l' ennesimo esempio di una gestione miope, superficiale e dannosa delle politiche sanitarie da parte della Giunta Pigliaru. L' allarme lanciato dalla collettività, compresi sindacati e forze sociali, per la salvaguardia di oltre 200 posti di lavoro e il mantenimento di uno dei più importanti presidi della sanità privata nel nord ovest dell' Isola è stato fatto cadere nel vuoto. Non è accettabile che non si siano volute trovare soluzioni che certo potevano essere poste in campo. La nostra priorità adesso è annullare questa riforma sanitaria, restituire centralità ai pazienti e dignità anche all' ultimo dei lavoratori.Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna): «Al di là della questione giudiziaria, conosciamo bene l' importanza della struttura per Sassari e per il Sassarese. Siamo per una sanità presente sui territori e vicina ai cittadini, quindi lavoreremo per fare in modo che i posti letto e le risorse per l' accreditamento restino in città». (lu.so.)