Testata Il Messaggero (ed. Umbria)
Titolo C' è da salvare il laboratorio di diagnostica per i beni culturali
IL CASO Rocca Albornoz, corsa contro il tempo per salvare il laboratorio di diagnostica per i beni culturali che occupa alcuni locali del monumento. La prosecuzione delle attività è «messa a rischio dalla mancanza di certezza amministrativa e dalla precaria condizione dei collaboratori, il cui contratto scadrà alla fine di gennaio». A lancaire l' allarme, stavolta, è la Terza commissione del consiglio regionale, presieduta da Attilio Solinas, che giovedì scorso a Palazzo Cesaroni ha ricevuto i rappresentanti dell' istituto spoletino Pierre Marie Gruet (presidente del laboratorio), Vittoria Garibaldi, Pio Baldi, Loredana Zaccari, Manuela Vagnini e Michela Azzarelli. L' incontro è stato chiesto dal consigliere regionale Valerio Mancini (Lega) che in apertura di seduta ha evidenziato la necessità di «avere chiarimenti sul futuro di una struttura che svolge un lavoro molto importante e racchiude un patrimonio di relazioni e di esperienza». Mancini ha quindi sottolineato che la struttura è zunica in Italia e se quel patrimonio verrà dilapidato interesserò la Corte dei conti. La Regione deve attivarsi per sensibilizzare gli altri soci (Ministero, Comune di Spoleto e Università di Perugia) affinché vengano fornite certezze sulla prosecuzione dell' attività». I rappresentanti del Laboratorio hanno evidenziato le principali criticità che riguardano «la natura giuridica di associazione non riconosciuta, l' instabilità del personale, il ruolo dei quattro soci pubblici, la possibilità di dare risposte alle molte richieste di collaborazione da importanti centri di ricerca, enti pubblici e realtà culturali regionali e nazionali». Il Ministero, è stato spiegato, ha riconosciuto il Laboratorio come centro di eccellenza già nel 2007 e «negli anni la struttura si è occupata di importanti interventi di analisi preliminare al restauro su molte opere d' arte, tra cui quelle che erano rimaste nei depositi in seguito ai terremoti del 1979 e del 1997. Il Laboratorio risulta inoltre abilitato a supportare i musei regionali nelle procedure di accreditamento al nuovo Sistema museale nazionale». Il rappresentante dell' assessorato regionale, Mauro Pianesi, ha spiegato che zla Regione ha stanziato 4 milioni di euro per il laboratorio mentre dovrebbe essere il Ministero a finanziare la diagnostica, propedeutica ad ogni intervento di restauro. È in atto un confronto con il Ministero per sondare le possibilità di rilancio del Laboratorio». Il presidente della Terza commissione Solinas ha quindi proposto di stilare una mozione urgente per chiedere a Regione e ministero di intervenire per salvaguardare questa eccellenza umbra. D' altra parte, delle difficoltà del Centro di diagnostica di Spoleto si parla da tempo. Già nel 2016, l' assessore comunale ai lavori pubblici Angelo Loretoni affermava di aver avuto notizia che per il centro di diagnostica della Rocca il Mibact non investirà più un euro». Antonella Manni © RIPRODUZIONE RISERVATA.