Testata La Nuova Sardegna
Titolo Bua: pronti a impugnare, altri interessati all' acquisto
Il presidente del cda: «ll passivo da 39 milioni è certificato, niente illazioni»Policlinico»Il fallimento SASSARI«Non ci fermiamo, ci opporremo alla sentenza di fallimento. Non era questo che ci aspettavamo e ci stiamo interrogando anche su alcuni passaggi della vicenda che ha interessato in questi mesi il Policlinico Sassarese». Piero Bua, presidente del consiglio d' amministrazione della casa di cura, non si arrende. Pronto a giocare tutte le carte in mano per evitare che cali definitivamente il sipario sul "piccolo ospedale", di cui la sua famiglia è stata uno dei fondatori nei primi decenni del secolo scorso, poi diventato punto di forza per il territorio e ora schiacciato da 39 milioni di debiti che hanno portato alla non ammissione al concordato preventivo e alla dichiarazione di fallimento in seguito all' istanza presentata da Coopservice.Difficile accettare la decisione?«Noi amministratori del Policlinico avevamo già riflettuto sull' ipotesi e dopo aver valutato con i nostri legali se ci fossero gli estremi per un ricorso, si è deciso di percorrere questa strada e perciò si impugnerà il provvedimento. Sarà la Corte d' appello a prendere in esame la questione».Non c' è il rischio che l' impugnazione dilati i tempi del fallimento?«Non ritengo che possa avere questi effetti e penso che ci potrà essere un giudizio celere».Lei si è detto sorpreso della conclusione a cui si è arrivati. Però il debito accumulato è molto alto.«Sul passivo della nostra società voglio fare delle precisazioni. Sentiamo voci a proposito che ci offendono. Tutti i flussi e i passaggi di denari della nostra società sono certificati nei bilanci e verificati mensilmente dai sindaci. Nessuna elargizione e nemmeno i dividendi sono stati attribuiti negli anni agli amministratori. E pertanto saremo obbligati con la più ampia facoltà di prova a querelare per ogni illazione a proposito».Il negoziato per la cessione ad Habilita ha avuto alti e bassi. Quando sembrava che si fosse trovata la quadra, ecco sopravvenire un intoppo e uno stop.«La contrattazione è stata complessa e alcuni passaggi difficili. I Rusconi avevano messo sul piatto, prima della revoca dell' accreditamento, un' offerta economica tra i 10 e i 12 milioni di euro. Dopo un incontro che hanno avuto con gli uffici dell' assessorato regionale, è arrivata la revoca dell' accreditamento. Quindi l' offerta, considerata la perdita di valore della società, si è dimezzata a sei milioni. Altrettanti, quindi, sono rimasti nella disponibilità di Habilita per differenti utilizzi». I sindacati hanno affermato che la situazione emersa, sia sul fronte economico che su quello delle garanzie presentate dal gruppo Rusconi, è diversa rispetto a quella che era stata prospettata ai lavoratori dalla dirigenza del Policlinico.«Bisogna ricordare i tempi incalzanti che hanno ritmato questi mesi. La nuova versione del contratto d' affitto proposto da Habilita, dopo i rilievi che erano stati mossi dai giudici del tribunale fallimentare, ci è stata inviata alle 22 del giorno di scadenza, quindi appena due ore prima per rientrare nei limiti temporali fissati dal tribunale fallimentare. Sarà stata la fretta e l' urgenza, ma non siamo riusciti a verificarla passo per passo e solo dopo ci siamo resi conto che in effetti le modifiche non erano presenti nelle modalità richieste».Mancavano garanzie per i lavoratori nel passaggio di gestione e proprietà. Habilita ha posto condizioni che i giudici hanno ritenuto inammissibili.«Nel corso delle trattative abbiamo sempre richiesto il mantenimento dei livelli occupazionali anche nel corso dell' accordo ponte, cioè nel periodo in cui Habilita sarebbe subentrata prima della vendita».Ci sono altri imprenditori interessati al Policlinico?«Sì, se ne sono fatti avanti, sarà il curatore fallimentare a valutare la concretezza delle proposte».