Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Estrazioni, a rischio anche iter fuori moratoria
LE TRIVELLAZIONI La mossa del ministro rischia di vanificare il negoziato sull' emendamento ROMA Il compromesso faticosamente raggiunto nelle commissioni del Senato si è subito rivelato fragile. Le parole con cui ieri il ministro dell' Ambiente Sergio Costa ha ribadito la posizione espressa prima che fosse trovato l' accordo hanno spiazzato gli esponenti leghisti. Secondo la Lega aver escluso dalla moratoria le concessioni di coltivazioni, quindi le estrazioni, dovrebbe significare che per i procedimenti pendenti si decide di volta in volta nel merito senza un no a prescindere. Va sottolineato che l' emendamento del decreto legge sulle semplificazioni ferma alcune attività che prevedono trivellazioni (non tutte) in attesa che sia adottato un Piano nazionale delle aree idonee ad ospitare lo sfruttamento di giacimenti di gas e petrolio. Nella ultimissima versione, la norma limita la moratoria (che tecnicamente può arrivare fino a 2 anni) ai procedimenti amministrativi, inclusi quelli di valutazione di impatto ambientale (Via), relativi solo a nuovi permessi di prospezione e ricerca. Escludendo appunto i procedimenti pendenti (alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto) che si riferiscono alle estrazioni. Su pressing leghista poi, sono state escluse dalla moratoria anche le istanze relative a proroghe di concessioni di coltivazioni in corso. È chiaro però che escludere questo tipo di attività dal perimetro della moratoria non significa metterle automaticamente al riparo dalle eventuali valutazioni negative dei ministeri competenti. Prima del via libera definitivo del ministero dello Sviluppo economico, i permessi passano per l' esame della commissione Via-Vas che può essere poi firmato dal ministro dell' Ambiente o "bocciato" con un parere motivato. Sul punto, già prima del famoso compromesso sull' emendamento, Costa era stato netto: «Non firmo e non firmerò autorizzazioni a trivellare il Paese anche se dovesse esserci il parere positivo della Commissione Via-Vas». Si può dedurre che starebbe alle imprese che hanno presentato istanza, eventualmente, impugnare l' atto. Posizione ribadita ieri, facendo saltare in qualche modo il gentlemen' s agreement che la Lega pensava di aver raggiunto. Il Carroccio, tra l' altro, ha ceduto su alcuni punti controversi. Ad esempio su un passaggio legato a che cosa accadrà nelle aree che il Piano definirà «incompatibili» con le attività. La Lega non ha ottenuto, in sostanza, che in tali aree le concessioni di coltivazioni vigenti, una volta giunte a scadenza, possano essere rinnovate. Erano stati invece i 5 Stelle a cedere sul divieto del cosiddetto «air gun». Alla fine infatti non è passato un ulteriore emendamento, fortemente sostenuto dalla base ambientalista del Movimento, che avrebbe vietato l' attività in mare effettuata con la tecnica che prevede l' utilizzo di un forte impulso di aria compressa "sparato" in acqua per effettuare le prospezioni sismiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA.