Testata Il Fatto Quotidiano
Titolo Grandi opere e clima, il fronte dei No verso un unico movimento nazionale
I comitati. La sfida - Il 23 marzo ci sarà la prima manifestazione comune a Roma Si compatta il fronte dei no e ambisce a costruire un movimento globale che metta in crisi l' attuale modello di sviluppo estrattivista. Non più singole lotte dislocate sul territorio nazionale, ma un unico movimento. In trecento si sono incontrati ieri pomeriggio alla Sapienza per l' assemblea pubblica in vista della manifestazione del 23 marzo a Roma. Il comune denominatore dei vari comitati impegnati nella difesa del territorio e della salute è la lotta contro le grandi opere, ritenute inutili e dannose, a difesa del clima. All' appello non manca nessuno. I no Tav in prima linea affiancati dai no Tap, no Hub del gas, no Triv, no Muos, no Mose, no Pedemontana, no Terzo Valico, no Grandi Navi. Non mancano i comitati della Terra dei Fuochi, quelli per l' acqua bene comune, i Cobas, i tarantini impegnati sul fronte Ilva, quelli contrari alla centrale di gas prevista a Sulmona, quelli in lotta contro i pozzi di stoccaggio del gas in Lombardia, gli studenti universitari, i no agli inceneritori e al ponte sullo Stretto e anche i contadini e i movimenti femministi. Il percorso di unificazione è cominciato a settembre con altre assemblee. Prima a Firenze, poi il 17 novembre in Val di Susa. Fino alle distinte manifestazioni dell' 8 dicembre, da Torino al Salento. Ora puntano al 23 marzo come grande tappa in cui far convergere le esigenze comuni. Ambiscono a un milione di partecipanti per rivendicare il diritto alla salute, al clima, all' ambiente e all' autodeterminazione delle comunità attraverso un movimento aperto e inclusivo. Invocano azioni congiunte con la creazione di una piattaforma nazionale. La politica è esclusa: concordano sul fallimento del cambiamento auspicato dall' attuale governo, che di fatto - sostengono - sta agendo in continuità con quelli precedenti. Lo pensa il Comitato cittadini liberi e pensanti, che organizza la festa del Primo maggio a Taranto: "Nessuno ha commentato la sentenza della Corte europea che condanna l' Italia per non aver tutelato i tarantini con i decreti Salva Ilva e l' immunità penale estesa anche ai Mittal. Visto che la politica non viene a Taranto, allora il 23 veniamo noi a Roma". Lo pensano i No Tav: "Siamo nati come comitato anti governativo e rimaniamo tale. Tutto ciò che ci riguarda viene strumentalizzato per una costante campagna elettorale". Lo sostengono i No Tap: "Dobbiamo diventare il problema da risolvere". Si sta scrivendo una nuova pagina della storia contemporanea del nostro Paese. Non mancano i richiami al passato. Si identificano come "compagni" e c' è chi propone come modello a cui ispirarsi il movimento anti-nucleare degli Anni 70. Da risolvere con urgenza gli effetti delle grandi opere sull' ambiente e la salute e i conseguenti cambiamenti climatici indotti dal modello di sviluppo che l' uomo perpetra da decenni. La prima uscita pubblica sarà il 23 marzo.