Testata Il Sole 24 Ore
Titolo «L' accordo sulle trivelle è un suicidio industriale»
INTERVISTAPaolo Maggioli. Per il presidente di Confindustria Romagna l' intesa raggiunta dal Governo è un pasticcio che può fare danni pesanti «L' accordo sulle trivellazioni è un suicidio industriale. È in gioco la sopravvivenza di un intero sistema territoriale che ha fatto dell' oil&gas un fiore all' occhiello nel panorama mondiale, per tecnologie, competenze e anche per sicurezza e sostenibilità ambientale. Mi piacerebbe che qualche ministro venisse a Ravenna a vedere di che parla invece di affrontare la questione come disputa elettorale». Così il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, interviene sul dibattito delle trivellazioni, che ha visto compattarsi imprenditori, lavoratori sindacati e istituzioni del distretto ravennate contro l' emendamento al Dl semplificazioni, che andrà in aula a Palazzo Madama domani. «Sfileremo anche noi a Roma il prossimo 9 febbraio- prosegue Maggioli - nella manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil, perché l' intesa raggiunta dal Governo è un pasticcio che può fare danni di proporzioni inimmaginabili». Ravenna vive delle attività del porto e dell' off-shore, è il più importante distretto nazionale dell' oil&gas, in particolare del metano, dove operano un centinaio di aziende (non solo multinazionali estere, ma nomi come Eni, Micoperi, Rosetti Marino, Fratelli Righini) che generano tra occupati diretti e indotto quasi 10mila posti di lavoro e convivono serenamente con l' industria turistica. Qui solo Eni ha in programma 2 miliardi di investimenti tra 2019 e 2020 e qui finalmente la filiera aveva iniziato ad assumere, dopo anni di crisi durissima che ha dimezzato l' occupazione. «Il problema non è la riduzione del canone da 35 a 25 volte, un contentino che terrà in piedi solo piccole concessioni marginali, ma il clima totale di incertezza in cui si getta un settore che vive di investimenti a lungo termine, con orizzonti che si misura in decenni. Investimenti - rimarca il presidente degli industriali romagnoli - dietro ai quali ci sono anni di studi per verificare l' impatto ambientale. Con le nuove norme saremo invece balìa di qualcuno che tra 18 mesi ci dirà quali aree di coltivazione siano compatibili e quali no, dal momento che il nuovo testo non si limita a bloccare nuove perforazioni ma assoggetta alle previsioni del futuro Piano per la transizione energetica anche la prosecuzione delle estrazioni in essere. È un limbo che azzera la possibilità di fare progetti». Parla di funerale dell' offshore il Roca, l' associazione ravennate che rappresenta i contractor dell' offshore, 1,2 miliardi di euro di giro d' affari, ormai totalmente realizzato all' estero e questo implica uno scarso effetto sui livelli di occupazione locali. La coesione del distretto è confermata dal fatto che i sindacati hanno preferito incanalare le proteste da "gilet gialli" dei lavoratori nella manifestazione ufficiale in programma a Roma per affiancare l' industria dell' oil&gas, dove sicurezza del lavoro e rispetto delle norme a tutela dell' ambiente sono ai massimi livelli, a prezzo di grandi sacrifici sia per gli azionisti sia per la manodopera. Anche il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, è intervenuto scrivendo al Governo per ribadire che il gas naturale è la fonte fossile meno inquinante e proprio per questo è essenziale per accompagnarci nella transizione verso le energie rinnovabili e che l' emendamento proposto non va in questa direzione, perché genera ulteriore sfiducia negli investitori verso il nostro Paese e aumenterà i costi dell' energia (il metano che arriva dall' estero costa di più, inquina di più a causa del suo trasporto e non crea occupazione), distruggerà migliaia di posti di lavoro e costringerà l' Italia a dipendere esclusivamente da fonti importate per l' approvvigionamento di energia. © RIPRODUZIONE RISERVATA.