Testata L'Arena
Titolo Le api, sentinelle del vigneto per la tutela della biodiversità
AMBIENTE. Patto tra apicoltori e viticoltori in un convegno di Confagricoltura a Sant' Ambrogio di Valpolicella Diminuire l' uso di fitofarmaci per garantire un ambiente idoneo agli imenotteri, che sono indicatori della salubrità della coltivazione Meno chimica nel vigneto, più attenzione agli equilibri ambientali e cura della biodiversità. Come? Diminuendo l' uso di fitofarmaci, piantando specie arboree e arbustive autoctone, garantendo un ambiente ideale alle api che sono tra i principali indicatori della salute di un luogo. L' input arriva da Confagricoltura, che nel convegno «Apicoltura e viticoltura, opportunità e sostenibilità» organizzato a Sant' Ambrogio di Valpolicella ha proposto un patto tra apicoltori e viticoltori. I tempi parrebbero maturi per questa alleanza, guardando quanto era gremita - molte le persone in piedi - la sala di villa Bassani Brenzoni messa a disposizione dal Comune.LE PREMESSE. «Non vendiamo solo vino, ma anche il nostro territorio», ha affermato il vicepresidente nazionale e presidente regionale di Confagricoltura, Christian Marchesini. «Devono stare bene l' ape, il viticoltore, il vigneto e chi fruisce del territorio stesso. Con la collaborazione e il rispetto tra viticoltori e apicoltori può guadagnarne il nostro lavoro e la nostra immagine». Sottolinea il presidente di Confagricoltura Verona, Paolo Ferrarese: «Nei vigneti viene usata troppa chimica e questo per le api non è un toccasana. Le biotecnologie», precisa Ferrarese, «possono invece favorire una diminuzione della chimica attraverso la cisgenesi e le tecniche che rendono i vitigni resistenti alle malattie».API, SENTINELLE. Il Veneto, ha ricordato Marchesini, rappresenta tra il 16% e il 17% della viticoltura nazionale per un totale di 100mila ettari, di cui 30mila nel Veronese e 8mila solo in Valpolicella.«Le api sono sentinelle ambientali e sono molto importanti per l' agricoltura, la sicurezza alimentare e la salubrità dell' ambiente», ha evidenziato Matteo Villa, vicepresidente regionale e responsabile provinciale dell' Associazione apicoltori, «In provincia di Verona abbiamo oltre 8mila alveari censiti dai nostri associati. È indispensabile mettere una pietra d' inizio nel rapporto viticoltura e apicoltura, trovando una strada per camminare in maniera sostenibile».GLI ESPERTI. Nella zona del Collio, in Friuli Venezia Giulia, alcune aziende vitivinicole stanno implementando l' agricoltura sostenibile con il progetto «Api in vigna». A Sant' Ambrogio, l' ha raccontato l' agronomo e apicoltore Pierantonio Belletti: «La vitalità delle api è migliore, ma anche nel vigneto si registra una migliore allegagione (la fase iniziale dello sviluppo dei frutti dopo la fioritura, ndr) e un miglioramento della produzione. La presenza dell' ape aiuta nel controllo della botrite e nel mantenimento dei lieviti. Ne guadagna pure il miele italiano, che vale 250 milioni di euro all' ingrosso».BIODIVERSITÀ IN VIGNA. Se vengono utilizzate pratiche corrette, il vigneto può sia garantire una maggiore biodiversità di un bosco, come ha illustrato Paolo Fontana della Fondazione Edmund Mach di San Michele all' Adige (Trento), sia dare un prezioso contributo all' ecosistema tramite la compresenza di boschi e siepi. «L' agricoltura deve conservare il suolo, ma anche la qualità di aria e acqua» ha sostenuto Gianfranco Caoduro di World biodiversity association. «Può farlo attraverso siepi e boschetti, una volta molto diffusi in Valpolicella e oggi spariti». Cosa si chiede ai viticoltori? «Di evitare i trattamenti insetticidi in fioritura o melata, non trattare in presenza di vento e preferire i trattamenti serali», risponde l' agronomo veronese Renzo Caobelli. «Nel vigneto le api possono venire in contatto con i fitofarmaci e bisogna eliminare i più tossici, come i piretroidi, che possono causare nelle api danni a sistema cognitivo, olfatto, vista, senso di orientamento e fertilità». © RIPRODUZIONE RISERVATA.