Testata La Sicilia
Titolo Una "dieta universale" non è la ricetta per nutrire in modo sostenibile e sano una popolazione mondiale in crescita, occorre invece muoversi partendo dalle necessità alimentari delle popolazioni e dalla varietà delle loro diete. È l' approccio ...
La francese Geslain-Lanéelle: «No a diete universali» Una "dieta universale" non è la ricetta per nutrire in modo sostenibile e sano una popolazione mondiale in crescita, occorre invece muoversi partendo dalle necessità alimentari delle popolazioni e dalla varietà delle loro diete. È l' approccio della prima candidata donna alla guida della Fao nonché prima candidata unica Ue, la francese Catherine Geslain-Lanéelle, che assicura anche l' intenzione, se sarà eletta, di «non fare una Fao europea, ma mondiale». «Non abbiamo bisogno di una dieta universale di riferimento» quanto di «ripartire dai bisogni veri delle popolazioni» e dalla «prodigiosa diversità» delle diete del mondo, sottolinea Geslain-Lanéelle in merito alla proposta di una dieta universale di riferimento con bassissimo apporto di carni e latticini, lanciata a metà gennaio da una commissione di esperti sulla rivista Lancet. «L' obiettivo di nutrire il Pianeta in modo sostenibile si può raggiungere con diete alimentari che possono essere molto differenti - spiega -. Detto questo, il problema esiste: in alcune economie emergenti c' è una coesistenza di fame, sottonutrizione, sovrappeso e obesità, la Fao non deve imporre modelli ma contribuire a costruire sistemi alimentari che partono dai bisogni reali delle popolazioni». La sfida per la francese, già direttrice dell' Agenzia Ue per la sicurezza alimentare Efsa a Parma dal 2006 al 2013, non è semplice. L' ultimo europeo alla guida dell' Organizzazione delle Nazioni Unite per l' alimentazione e l' agricoltura, infatti, fu oltre quarant' anni fa l' olandese Addeke Hendrik Boerma, nel 1968-1975. Ci aveva poi provato nel 2011, senza riuscirvi, l' ex commissario Ue all' Agricoltura austriaco Franz Fischler, ma aveva pagato la divisione tra i Paesi europei (tra i concorrenti c' era anche lo spagnolo Miguel Cuyaubé) e il passato coloniale del Vecchio Continente. Si tratta di una visione che nei Paesi meno sviluppati è tuttora molto forte, in un' elezione - che si terrà in giugno - in cui uno Stato conta un voto. «L' immagine dell' Ue che percepisco nelle mie consultazioni - risponde Geslain-Lanéelle - non è quella del colonialismo ma la nostra capacità di metterci d' accordo su un' agenda comune per pesca e agricoltura che guarda alla sicurezza, alla sostenibilità e alla lotta al cambiamento climatico. Detto questo, il mio progetto non è di fare una Fao "europea", ma mondiale».Angelo Di Mambro.