Testata Gazzetta del Sud
Titolo È francese la prima candidata donna
Angelo Di Mambro BRUXELLES Una "dieta universale" non è la ricetta per nutrire in modo sostenibile e sano una popolazione mondiale in crescita, occorre invece muoversi partendo dalle necessità alimentari delle popolazioni e dalla varietà delle loro diete. È l' approccio della prima candidata donna alla guida della Fao nonché prima candidata unica Ue, la francese Catherine Geslain-Lanéelle, che assicura anche, in un incontro a Bruxelles, l' intenzione se sarà eletta di «non fare una Fao "europea", ma mondiale». Geslain-Lanéelle interviene in merito alla proposta di una dieta universale di riferimento con bassissimo apporto di carni e latticini, lanciata a metà gennaio da una commissione di esperti sulla rivista Lancet. «L' obiettivo di nutrire il pianeta in modo sostenibile si può raggiungere con diete alimentari che possono essere molto differenti - spiega -. Detto questo, il problema esiste: in alcune economie emergenti c' è una coesistenza di fame, sottonutrizione, sovrappeso e obesità, la Fao non deve imporre modelli ma contribuire a costruire sistemi alimentari che partono dai bisogni reali delle popolazioni». La sfida per la francese, già direttrice dell' Agenzia Ue per la sicurezza alimentare Efsa a Parma dal 2006 al 2013, non è semplice. L' ultimo europeo alla guida dell' Organizzazione delle Nazioni Unite per l' alimentazione e l' agricoltura, infatti, fu oltre quarant' anni fa l' olandese Addeke Hendrik Boerma, nel 1968-1975.