Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Fuzio: «Troppe toghe indagate, così cala la fiducia»
DISCIPLINARE Le notizie di illeciti cresciute del 22%. «Basta riforme basate sull' emotività» Sono troppo frequenti e gravi gli episodi che vedono i magistrati coinvolti in inchieste penali. A lanciare un grido d' allarme sulle condotte delle toghe che si macchiano di illeciti che hanno una rilevanza penale, è il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio. Per il Pg di piazza Cavour, la conseguenza, da non sottovalutare, è il rischio di un calo di fiducia dei cittadini nell' indipendenza e nell' imparzialità della funzione giurisdizionale. Il riferimento è alle indagini penali, che hanno portato persino agli arresti di alcuni magistrati. Una situazione in cui per tranquillizzarsi non basta la capacità di intervenire con decisione in sede penale, né la prontezza della risposta disciplinare che pure c' è «di fronte a questa situazione il sistema disciplinare - assicura il Pg - sa e deve essere severo, al pari di quello penale, perché deve tutelare direttamente un interesse essenziale per lo stato di diritto». Che sia necessario tenere la guardia alta lo testimoniano i numeri. Nel 2018 le notizie di illecito sopravvenute ha toccato quota 1.637, contro le 1340 del 2017 : un aumento di oltre il 22 per cento rispetto all' anno precedente . A fine 2018 risultano pendenti 696 procedimenti e, tra questi, 78 sono sospesi per pregiudizialità penale. Un trend che si riflette anche sulle decisioni dell' organo di autogoverno dei giudici. L' anno appena trascorso ha fatto registrare, infatti, una crescita esponenziale delle condanne emesse dal Consiglio superiore della magistratura, che sono state 66 nel 2018 a fronte delle 35 dello scorso anno: circa 34 volte su cento il verdetto è sfavorevole alla toga "giudicata" dai probi viri. Nella relazione del Procuratore generale della Suprema corte, anche i dati relativi ai magistrati incolpati per il ritardi nel deposito dei provvedimenti. La serie storica di un illecito che finisce spesso nel mirino dei media, mostra una linea decrescente costante dal 2013 al 2017. Nel 2013 il 33% delle contestazioni riguardava i depositi fuori tempo massimo: un numero sceso al 10% nel 2017, che è tornato a salire nell' anno scorso attestandosi al 12 per cento. Da Riccardo Fuzio arriva anche l' invito ad interpretare correttamente le funzioni della procura, che esercita l' azione disciplinare e svolge un' attività di controllo sul servizio che si traduce in linee guida stringenti. Ruolo non chiaro a tutti visto che, spesso, anche i protagonisti dell' informazione pretendono di addossare alla procura compiti non suoi. Ancora una correzione di rotta si impone, avvisa Fuzio, per dare uno stop alle riforme "emotive" «Gli interventi di riforma legislativa - avvisa Fuzio -debbono cessare di essere rapsodici, emotivi, privi di una ratio a tutto tondo e di spirito di sistema, a volte centrati sull' aumento delle pene come risposta epidermica e reattiva a situazioni di emergenza, con l' effetto indiretto di allungare i tempi della prescrizione, e altre volte sull' adozione di complessi normativi incidenti sull' effettività della pena stessa, come risposta ad altre esigenze eccentriche quale, ad esempio, il sovraffollamento carcerario». In particolare sulla prescrizione per Fuzio si può condividere l' idea di fondo di una sospensione anche amplissima della decorrenza dopo il primo grado ma non deve trattarsi di una misura isolata «Perché sia efficace - ha detto Fuzio - occorrerà che siano rimodellati tutti i tempi ragionevoli del processo, da quelli dell' impugnazione per risalire a quelli dell' azione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.