Testata Il Sole 24 Ore (Plus)
Titolo Un «sostegno» per gestire i patrimoni
Chi sono e come operano gli amministratori nominati dal giudice tutelare per aiutare le persone in difficoltà Essere capaci, anche legalmente, di gestire i propri risparmi non è sempre possibile. Malattie degenerative, unite all' insorgere di situazioni di fragilità, stanno originando un rapido incremento del ricorso all' amministrazione di sostegno. L' istituto, nato, nel 2004, che affianca l' inabilitazione e l' interdizione. «Plus24» affronta l' argomento dopo avere ricevuto numerose lettere di amministratori di sostegno (Ads) che segnalano come sia difficile gestire i risparmio dei beneficiari visto che i giudici Tutelari, che vigilano sul corretto operato degli Ads, si rivelano spesso molto conservativi nelle soluzioni d' investimento. Inoltre gli Istituti bancari, talvolta non consentono di operare online e questo non facilita l' operatività degli amministratori.Indagando sul tema, come spesso succede, però si è potuto constatare che questo settore ha ben altri problemi rispetto alla sola gestione dei risparmi. E sarebbe bene che tali difetti esistenti nell' attuale pratica degli Ads emergessero, tenuto conto che l' allungamento della durata media della vita comporta inevitabilmente anche l' insorgere di patologie invalidanti (anche cognitive) e che dunque la platea dei soggetti interessati a questo istituto crescerà ulteriormente. Tanto più che in alcuni casi la necessità di nominare l' Ads emerge anche nelle strutture sanitarie quando, in forza della legge 219 del 2017, è necessario ottenere il consenso informato e dunque i medici devono trovare un interlocutore in grado di prestarlo quando il paziente non può. Riusciranno Tribunali, Regioni e comuni a coordinarsi rendendo possibile un corretto servizio di prossimità ai soggetti fragili e alle loro famiglie? Va detto che in Italia le situazioni territoriali sono molto diverse. Accanto a regioni all' avanguardia come il Friuli Venezia Giulia, dove ci sono molti progetti di prossimità e di supporto, ci sono realtà, come Roma, in cui ci segnalano che non esiste neppure uno sportello informativo: il ricorso per richiedere l' Ads costa solo 27 euro di bollo, ma chi non lo sa spesso si trova a dover ricorrere all' avvocato spendendo anche 1,500 euro. Come muoversi Il problema riguarda in particolare le persone che non hanno parenti (figli o nipoti). Per chi volesse scegliere un Ads prima di trovarsi in condizione di fragilità, il consiglio nazionale del notariato ha appositamente predisposto un registro che permette di raccogliere gli atti notarili di designazione di amministratore di sostegno, con le indicazioni date quando si è ancora in grado di decidere. Tale nomina sarà un suggerimento per il giudice tutelare che, tuttavia, resta libero di scegliere in maniera diversa in presenza di gravi motivi. «Di solito preferiamo nominare come Ads un parente - spiega un giudice tutelare di Trieste che preferisce l' anonimato - ma in caso di conflitti tra familiari, l' unica via è la nomina di un avvocato o commercialista iscritto ad un elenco e con cui noi collaboriamo». Va detto che se non ci sono problemi a trovare Ads per soggetti con buone entrate, ben diversa è la situazione nei casi di persone senza disponibilità economiche (con problemi psichici, tossicodipendenti, alcoolisti o ludopatici) categorie sempre più in aumento e per le quali i professionisti disposti ad accollarsi l' amministrazione sono pochi: l' attività di Ads, salvo norme regionali che effettuano indennizzi, non prevede compensi (se non rimborsi spese o eque indennità nei casi in cui vi sia un complicato patrimonio da gestire). Gestione dei risparmi E per quanto riguarda la gestione dei patrimoni? «Quando viene aperta un' amministrazione di sostegno si chiede generalmente l' attivazione di un conto intestato al beneficiario (in modo che sia possibile vagliare le reali entrate e uscite) - spiega il giudice -. Laddove ci sia un patrimonio investito con dei titoli in scadenza, con il decreto di apertura autorizziamo l' Ads anche a rinnovare i titoli in scadenza». Per quanto riguarda la libertà o meno di investire nei diversi strumenti va specificato che, mentre in caso di interdizione e inabilitazione i giudici sono molto rigidi e si devono attenere all' articolo 372 codice civile (titoli di Stato o garantiti dallo stato), per l' amministrazione di sostegno, pur non essendoci alcun richiamo al 372, esso viene applicato spesso in via analogica, obbligando all' Ads ad investire essenzialmente solo su tali strumenti. Altri magistrati (a Trieste per esempio è molto applicato) fanno valutazioni specifiche e chiedono agli Ads di presentare proposte, consci del fatto che anche i titoli di Stato non siano del tutto indenni da pericoli. «Per evitare il rischio di conflitto di interessi, alcuni Ads propongono anche l' affidamento della gestione a Sim di consulenza, in particolare quando ci sono patrimoni importanti - spiega l' avvocato Matteo Morgia, che segue diversi beneficiari di Ads -. In alcuni casi il giudice lascia una certa discrezionalità su strumenti non garantiti consentendo anche l' investimento fino al 20% in prodotti dinamici». © RIPRODUZIONE RISERVATA.