Testata La Stampa
Titolo L' accusa della Svizzera "L' Italia vuol far saltare il patto sui frontalieri"
Il ministro Cassis : Nel vostro governo qualcuno vuole tutelare il Nord Prima di inoltrarsi nelle lamentele per come vanno le cose in certe relazioni di buon vicinato con l' Italia, Ignazio Cassis lascia cadere che, per la Svizzera, la Brexit non è più un problema. Nella quiete di una saletta ospitalità dello stadio dell' Hockey di Davos, diventato quartier generale della Confederazione per il World Economic forum, il ministro degli Esteri elvetico racconta di aver già definito i contorni di cinque accordi con Londra: «Per noi era fondamentale mantenere tutte le relazioni bilaterali che passano attraverso la legislazione Ue». Berna non avrebbe voluto l' eurodivorzio, concede il ticinese. Ma se dovesse accadere, assicura soddisfatto, «almeno gli aerei non resteranno a terra il 30 marzo». Se con Londra è stato facile trovare un' intesa, con l' Italia i nodi appaiono più stretti. Cassis aspetta ancora che Roma firmi l' accordo chiuso nel 2015 per risolvere la disputa fiscale dei frontalieri. «Credo ci sia un problema di politica interna italiana - spiega -. Evidentemente il governo non vuole scontentare gli elettori del Nord Italia che vivono nelle zone di frontiera». E che godono di un trattamento fiscale privilegiato. «I frontalieri italiani sono circa 65 mila, il 95% lavora in Ticino. La loro imposizione fiscale è retta da un accordo del 1974: pagano un' aliquota che va dall' 8 al 12%. Parte di queste imposte, il 38%, viene versata al governo italiano che le gira ai Comuni di residenza». Cosa prevede il nuovo patto? «L' imposizione viene portata allo stesso livello di quella italiana, ma solo una parte del maggior gettito resterebbe in Svizzera, mentre la differenza andrebbe all' Italia. Con questa soluzione ci sarebbero maggiori costi per i lavoratori e un doppio guadagno per lo Stato italiano. Roma avrebbe entrate più ricche per circa 300-400 milioni di euro ed eliminerebbe le disparità di trattamento tra i suoi contribuenti. Il signor Bianchi che lavora a Lugano pagherebbe le tasse come il vicino di casa impiegato nel Varesotto». Quindi l' Italia sta rinunciando a 400 milioni di entrate per proteggere 65 mila elettori, in gran parte leghisti, che pagano aliquote inferiori al 12%? «Questa è una conclusione che state traendo voi...» Come se ne esce? «Dieci giorni fa ho visto il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, a Lugano. Mi ha promesso che ci sarà una risposta in primavera. Noi vogliamo chiarezza: o sì o no. Ma non possiamo più aspettare perché l' accordo è già vecchio di quattro anni». Perché avete questa esigenza, dato che i maggiori introiti andranno al governo italiano? «Con la crisi economica in Italia, il mercato occupazionale in Canton Ticino ha subìto una forte pressione di lavoratori proveniente dalla Lombardia. Questo ha provocato licenziamenti dei nostri concittadini, ma anche un effetto sui salari. Un dumping sociale che si è rivelato un grosso trauma. La disoccupazione era schizzata al 6-7%: certo, per alcuni Paesi magari questo dato può far sorridere. Ma per noi, abituati a tassi del 2-3%, è inaccettabile. Per questo abbiamo deciso di correre ai ripari con la leva fiscale: un frontaliere non accetterà più di partire alle 4 del mattino dal Milanese per venire a lavorare qui a due o tremila franchi al mese. Perché non ci starà più dentro». Alla voce dispute con Roma, avete anche il problema di Campione d' Italia, enclave italiana in territorio svizzero. «Un doppio problema. Dopo il fallimento del casinò, il Comune non ha più i soldi per pagare i servizi forniti dai Comuni adiacenti. Scuole, ospedali, poste, rifiuti. Solo Lugano ha uno scoperto di 2,5-3 milioni di franchi. Il governo ha stanziato nella manovra risorse per pagare i debiti. Li aspettiamo. E poi c' è il problema di come andare avanti. Roma e l' Ue hanno deciso di integrare Campione nel territorio doganale italiano. È loro diritto farlo, ma a quel punto va ridefinita tutta l' imposizione fiscale, che al momento è equiparata a quella Svizzera. Ci sono molti aspetti da risolvere entro la fine dell' anno. È un bel pasticcio».- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.