Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Le toghe: «È morta la pietà» Attacco alla linea Salvini
La polemica. Alle cerimonie d' inaugurazione dell' anno giudiziario tensione tra magistratura e Governo sulle politiche di ordine pubblico - Nel mirino decreto sicurezza e misure sui migranti Nell' anno primo del governo gialloverde, la preoccupazione della magsitratura è più per il verde che per il giallo. Più per le politiche di ordine pubblico che per quelle squisitamente giudiziarie. Più per le scelte fatte in materia di migranti e sicurezza che di prescrizione e anticorruzione. Almeno se si vuole ancora tenere fede a quel barometro del clima tra politica e toghe rappresentato dalla giornata di inaugurazione dell' anno giudiziario. Perché allora a restituire il tono della mattinata è Torino, dove il procuratore generale Francesco Saluzzo, a proposito del trattamento che i migranti subiscono nel nostro paese, avverte che «la pietà è morta, almeno quella declinata nel suo senso laico». Per Saluzzo «la politica di contrasto all' immigrazione clandestina e di controllo del territorio è dovuta e sacrosanta» ma «al tempo stesso totalmente disinteressata al profilo umanitario». Parole seguite da un lungo e desueto applauso; gli fa eco il presidente della Corte d' appello piemontese Edoardo Barelli Innocenti, che citando il torinese Primo Levi sui campi di sterminio, condivide la forte preoccupazione, per un tempo nel quale «se questo è accaduto può accadere di nuovo». E, per il Procuratore generale di Roma Giovanni Salvi «legalità non è solo repressione. Occorre avere piena consapevolezza, ad esempio, della complessità della questione migratoria, che tanto impatto ha sia sulla percezione della sicurezza che sulle attuali politiche securitarie». «Pare esserci abbondante materia di lavoro per la Corte Costituzionale sulla nuova normativa in materia di immigrazione», sottolinea il presidente della Corte di appello di Bari, Franco Cassano «La nostra Costituzione - spiega - assicura allo straniero il diritto d' asilo. La Cassazione aveva indicato nella misura del permesso di soggiorno per ragioni umanitarie la soglia minima di attuazione del principio costituzionale. Il primo articolo del decreto sicurezza, invece, abroga la protezione umanitaria». E sessanta magistrati emiliano-romagnoli hanno firmato un foglio, distribuito prima dell' inizio della cerimonia di inaugurazione, in cui vengono riportate le parole di don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera. «Dobbiamo insorgere quando vengono violati i più elementari diritti umani. Dobbiamo assumerci la nostra responsabilità - si legge - come cittadini e come cristiani. Il primo grande naufragio è quello delle nostre coscienze». Ma l' emergenza immigrazione mette anche sotto forte pressione organizzativa gli uffici giudiziari. Eloquenti i dati della Cassazione con l' esplosione dei ricorsi, dopo la soppressione dell' appello, sulla protezione internazionale, ma significativi, sul territorio, quelli di Milano, dove i procdimenti pendenti sono passati in 2 anni dai 291 del 2016 ai 1.651 della metà del 2018. Sulle tensioni con la politica in materia di sicurezza pubblica battono anche esponenti del Csm. «Allarme e preoccupazione» ha espresso, nel suo discorso a Roma, il consigliere Giuseppe Cascini, sugli attacchi a magistrati per decisioni non gradite «perchè mettono a repentaglio valori fondanti dello Stato di diritto, come la soggezione del giudice solo alla legge». Lo stesso vicepresidente del Csm, David Ermini, intervenuto ad Ancona, dopo avere criticato il rischio di «indebite pressioni» sul lavoro della magistratura soprattutto «se alimentate a livello istituzionale», allarga la preoccupazione a un visione del diritto e del giudice stesso «non come colui che applica la legge ancorandola ai principi generali della Costituzione e dell' ordinamento giuridico, ma piuttosto come il sacerdote, se non il semplice portavoce, del giudizio e della volontà popolare. Il rischio è quello di una delegittimazione sottotraccia. Il popolo, nel cui nome sono pronunciate le sentenze, vive infatti la sua sovranità entro la cornice delineata dalla Costituzione». E un richiamo a una comunità della giurisdizione, fondata sul rispetto dei ruoli, è stato fatto anche dal presidente del Cnf Andrea Mascherin. © RIPRODUZIONE RISERVATA.