Testata Il Sole 24 Ore
Titolo AZIENDE FAMILIARI: MASTER IN ITALIA, FRANCIA E SPAGNA
Per capire quanto le aziende familiari rappresentino la spina dorsale del tessuto economico italiano, basterebbe ricordare che oggi sono oltre 784mila, l' 85% del totale delle imprese (e il 58% di quelle con un fatturato superiore ai 50 milioni), e pesano per il 70% in termini di occupazione. Fin qui la fotografia non è dissimile da quella delle principali economie europee come Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, ma diverge, invece, allorquando si valuta il ricorso a professionalità esterne da parte delle famiglie imprenditoriali perché, nella penisola, una simile strada è battuta solo nel 34% dei casi. Il "fattore famiglia", insomma, risulta ancora prevalente nel capitalismo italiano, ma il mutato scenario economico, come pure la necessità di misurarsi con un mercato ormai globale, rendono sempre più indifferibili percorsi formativi ad hoc che consentano alle aziende a conduzione familiare di gestire particolari snodi come alcune fasi del ciclo economico o della vita stessa delle imprese, a cominciare dalla pianificazione successoria del patrimonio familiare. Un passaggio, quest' ultimo, che, come ha evidenziato Banca d' Italia, è affrontato annualmente solo dal 2% degli imprenditori. Ecco perché, nel 2018, è nato il primo corso di Family Business Management nell' ambito della Luiss Business School, che partirà, con la sua seconda edizione, il prossimo primo febbraio e andrà avanti per sei mesi con lezioni concentrate durante i weekend. «La principale novità di quest' anno è la partnership con l' Iéseg School of Management, tra le migliori business school francesi, all' interno della quale rientra l' organizzazione di due moduli che saranno svolti presso la sede del prestigioso istituto a Parigi (nel distretto economico de La Défense, ritenuto il più grande d' Europa, ndr) e che saranno focalizzati sull' analisi delle eccellenze familiari italiane francesi», spiega Fabio Corsico, direttore relazioni esterne, public affairs e sviluppo del gruppo Caltagirone, nonché ideatore e direttore del corso indirizzato a figli di imprenditori di aziende di tutte le dimensioni, ma anche a manager che intendono approcciare questo segmento, o ancora a rappresentanti di banche d' affari o fondi di private equity decisi a comprendere meglio il "software psicologico" di una tessera cruciale dell' economia dentro e fuori i confini nazionali. L' avvio del nuovo ciclo di incontri (126 ore complessive), che si terranno tra Roma, presso il campus della Luiss Business School diretta da Paolo Boccardelli, e la capitale francese, è dietro l' angolo, ma Corsico ha lo sguardo puntato oltre. «Stiamo già lavorando al futuro dell' iniziativa. L' ambizione - prosegue il manager - è aggiungere un altro tassello da qui a un anno e mezzo: una grande business school in Spagna in modo da conferire al progetto un respiro ancora più ampio. Tra due anni, a regime, vorremmo arrivare ad avere 40 partecipanti per un master europeo tra Italia, Francia e, appunto, Spagna». Tale approdo, però, s' intravede già anche nell' offerta formativa che, quest' anno, si arricchirà della presenza, tra i docenti, di Dario Scannapieco, vicepresidente della Bei (Banca europea per gli investimenti), cui spetterà il compito di illustrare ai partecipanti gli strumenti messi a disposizione dalla banca con sede in Lussemburgo, e di Massimo Lapucci, direttore generale della Fondazione Crt e presidente European Foundation Centre, chiamato invece a spiegare l' evoluzione del ruolo delle fondazioni come strumenti di creazione di valore e di governance. Potendo comunque già contare sull' expertise dell' avvocato Francesco Gianni, fondatore dello studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners, e di Roberto Italia, ceo di Space3 spa e presidente di Avio, solo per citarne alcuni. Mentre nel corporate advisory board, che è presieduto da Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, e che vede anche la partecipazione del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, nonché del presidente di Bnl-Bnp Paribas e della Luiss Business School, Luigi Abete, siedono, tra gli altri, manager di diversa estrazione come Lorenzo Pellicioli, ceo De Agostini e presidente di DeA Capital, Claudio Costamagna, presidente CC e Soci, Pietro Salini, ad di Salini Impregilo, Azzurra Caltagirone, ceo del Messaggero, Emma Marcegaglia, presidente di Eni e dell' Università Luiss Guido Carli, Marco Patuano, ceo di Edizione Holding, oltre a una nutrita rappresentanza francese, da Antoine Flamarion, co-founder e presidente di Tikehau Capital, a Pierre Guerin e a Barthelemy Guislain, direttori family office, rispettivamente, di Decathlon e AFM/Mulliez Family, fino a Bernard Spitz, presidente del polo internazionale e europeo Medef (la Confindustria francese) e della Fédération Française de l' Assurance. Dieci i moduli previsti (quattro dei quali in lingua inglese) che spaziano dai driver per il successo delle imprese familiari ai modelli di governance, dai processi di comunicazione interni ed esterni all' analisi del sistema finanziario del family business. Che, statistiche alla mano, tende a essere conservativo e a finanziare la crescita ricorrendo a flussi di cassa interni più che alla leva del debito. © RIPRODUZIONE RISERVATA.