Testata Il Messaggero
Titolo Ma per errori burocratici svaniscono fondi europei
IL FOCUS L' Italia con 56 mila imprese agricole italiane condotte da under 35 è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura. Una presenza che ha parzialmente rivoluzionato il lavoro in campagna dove il 70% delle imprese giovani opera in attività multifunzionali: fattorie didattiche, asili infantili, attività ricreative, inserimento di persone con problemi sociali, cura del paesaggio, produzione di energie rinnovabili, welness. Insomma, una voglia grande di ritorno alla terra che però rischia proprio in questi giorni un imprevisto stop. Secondo i dati resi noti ieri da Coldiretti, l' Italia rischia di mandare in fumo ingenti finanziamenti per l' occupazione giovanile in agricoltura. 35 mila giovani sotto i 40 anni hanno infatti presentato domanda per i piani finanziati dall' Unione Europea. Ma ben 2 richieste su 3 (cioè il 66%) non sono state accolte per colpa di errori burocratici delle regioni. C' è ora il rischio concreto di dover restituire a Bruxelles i fondi stanziati per i Psr, i piani di sviluppo rurale. I DATI Stando ai dati resi noti ieri dalla Coldiretti, la situazione sarebbe quindi rimasta - nonostante le assicurazioni date dalle diverse regioni - sostanzialmente la stessa denunciata già mesi fa dall' Alleanza delle cooperative agricole. «Sotto accusa - secondo Veronica Barbati, eletta proprio ieri delegata nazionale dei giovani di Coldiretti - è la burocrazia regionale nella predisposizione e nell' attuazione dei Piani su Sviluppo Rurale». «I bandi aggiunge sono stati emanati in ritardo, le procedure farraginose, errata la distribuzione delle risorse e scarsa è stata la flessibilità». IL RISCHIO La conferma viene dal fatto che una recente analisi della Corte dei Conti ha fatto emergere, per esempio, tempistiche marcatamente difformi tra una regione e l' altra, in termini di capacità di evadere le domande, con tempi che possono allungarsi fino a 985 giorni. «Il rischio concreto conclude Barbati - è che oltre al danno ci sia la beffa con la restituzione dei fondi disponibili a Bruxelles in un momento in cui i giovani italiani puntano sulle campagne come mai nel passato». Secondo Coldiretti, è una sconfitta per le speranze di tanti giovani, ma anche per il Paese che «perde opportunità strategiche per lo sviluppo in un settore chiave per la ripresa economica, l' occupazione e la sostenibilità ambientale». Ad aggravare la situazione è il fatto che il maggior numero delle domande presentate e non accolte si concentra nel Sud (Sicilia, Calabria, Basilicata, Sardegna, Campania e Puglia) dove il bisogno occupazionale è più elevato così come più alti sono i tassi di fuga dei giovani all' estero. C.O. © RIPRODUZIONE RISERVATA.