Testata Italia Oggi
Titolo Isa, il visto di conformità light
Abolizione del visto di conformità relativa all' Iva per la compensazione dei crediti non superiori a 50 mila euro l' anno. Abolizione del visto o della garanzia per ottenere i rimborsi per un importo non superiore a 50 mila euro. Esclusione dell' accertamento basato sulle presunzioni semplici, che hanno fatto tanto litigare i contribuenti e il redditometro. E poi ancora premi sull' anticipazione dei termini di accertamento. È questo in sintesi il mix di interventi pensati per la nuova era degli studi di settore, gli Isa, indicatori sintetici di affidabilità fiscale inseriti in una proposta di legge, presentata ieri alla Camera, che vede come primi firmatari, Michele Pelillo, capogruppo Pd in commissione Finanze a Montecitorio e Maurizio Bernardo, presidente della medesima commissione. Un testo, che una volta iniziato il percorso in parlamento, potrebbe approfittare (non l' ha escluso il viceministro all' Economia, Luigi Casero) della manovra correttiva in via di conversione in legge per accorciare i tempi. «Comunque, la pdl entro l' arrivo dell' estate può approdare in Aula ed entro Natale diventare legge», ha premuto sull' acceleratore Bernardo. Dalla minimum tax ai parametri, dagli studi di settore agli «Indici sintetici di affidabilità fiscale», dunque, la fase di accertamento («croce degli italiani delle partite Iva», ha evidenziato Pelillo) conoscerà un nuovo capitolo che invertirà l' approccio: da un rapporto di tipo punitivo ai premi. Ciò significa che non ci sarà più contrasto all' evasione? «No, ma per la prima volta si cercherà di incentivare i comportamenti virtuosi», hanno messo le mani avanti i proponenti. Gli indici si formeranno su più periodi di imposta. È la prima novità che porta in seno la proposta: i nuovi indici, che esprimeranno su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità, saranno elaborati sulla base dei dati e delle informazioni relative a più periodi di imposta. Un limite degli studi di settore, infatti, era che i dati si riferissero soltanto ad un periodo di imposta. Altra differenza importante è il riferimento alle diverse basi imponibili. «Se negli studi di settore il riferimento era soltanto ai ricavi», ha spiegato Pelillo, «negli indici di affidabilità ci sarà un riferimento al valore aggiunto e agli utili». Gli indici saranno soggetti a revisione «al massimo» ogni due anni e potranno essere integrati entro il mese di febbraio del periodo d' imposta successivo a quello per il quale devono essere applicati. Regime premiale. Nelle posizioni alte della graduatoria il contribuente potrà godere: 1) dell' esonero dall' apposizione del visto di conformità relativamente all' Iva per la compensazione di crediti non superiori a 50 mila euro; 2) dell' esonero dall' apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50 mila euro; 3) dell' esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all' art. 39 per le imposte dirette e all' art. 54 per l' Iva; 4) dell' anticipazione dei termini per l' accertamento; 5) dell' esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo. Sarà comunque il direttore dell' Agenzia delle entrate a graduare i premi in ordine alla collocazione del contribuente sulla scala dell' indice di affidabilità. Più trasparenza. I dati che faranno riferimento ai singoli contribuenti saranno nel cassetto fiscale con le relative fonti informative dell' Agenzia. In più, un' altra novità: nel cassetto fiscale ci saranno anche le informazioni che riguarderanno il settore di appartenenza a livello nazionale e per i singoli territori. Va detto che gli indici di affidabilità sostituiranno gli studi di settore gradualmente. «Logico che si tratterà di un percorso complesso che riguarda milioni di contribuenti» , ha sottolineato Casero, ma «bisogna dare atto a Pelillo e Bernardo di aver utilizzato il percorso della delega fiscale, recependo il principio dell' introduzione di elementi premiali senza appesantire gli oneri burocratici e amministrativi, ma semplicemente utilizzando le banche dati esistenti. Nonché di aver recepito la norma della legge di Bilancio che intende eliminare gli studi di settore come strumento di accertamento».