Testata MF
Titolo E-fattura, che occasione
Dal 1° gennaio 2019 in Italia obbligatoria la procedura digitale anche tra privati Dall' operazione attesi risparmi e ammodernamenti Per una volta, siamo i primi. In Europa, infatti, siamo il primo paese a prevedere l' obbligo del B2B, ossia la fatturazione elettronica, anche fra privati. Altri stati comunitari hanno stabilito che la e-fattura sia doverosa verso la pubblica amministrazione, normativa a cui l' Italia si è adeguata dal 2014-2015, ma nessuno finora ha deciso di estendere questa novità a ogni genere di transazione commerciale. E in virtù di questa mossa abbiamo migliorato pure la nostra posizione nel processo di digitalizzazione, che ci ha visto finora in fondo alla classifica europea, addirittura dietro a paesi come Bulgaria, Grecia e Romania. La fatturazione elettronica diventerà dunque necessaria per tutte le operazioni (con l' esclusione dei contribuenti forfettari) dal 1° gennaio 2019. Dal 1° luglio scorso, per altro, è già indispensabile per i subappalti relativi alle committenze pubbliche e per i carburanti da autotrazione, ma qui è intervenuta una proroga per le stazioni di servizio, che restano esenti dall' obbligo fino al 2019. A questo punto, la domanda da porsi è quale sia il livello di preparazione delle imprese italiane di fronte a una novità di questa portata. Secondo una ricerca dell' Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2B della School of Management del Politecnico di Milano, l' obbligo della fatturazione elettronica in Italia è già una realtà e la maggioranza delle aziende si è già adeguata alle esigenze che comporta. Soltanto il 5% delle grandi imprese e il 9% delle Pmi non hanno ancora deciso come organizzarsi per adempiere all' obbligo normativo e percentuali ancora inferiori vorrebbero che fosse previsto un periodo senza sanzioni (4% delle grandi aziende e 6% delle Pmi) o che slittasse la data di partenza. In generale, le aspettative appaiono positive: il 50% delle grandi imprese e il 34% delle Pmi percepiscono l' obbligo come un' opportunità per ottimizzare i processi aziendali, mentre il 13% delle prime e il 14% delle seconde lo vedono anche come un aiuto per combattere l' evasione fiscale. I dati forniti da Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell' Osservatorio, affermano che sono 130mila le imprese che nel 2017 hanno adottato soluzioni di eCommerce B2BB2B, in crescita dell' 8% rispetto al 2016, connesse da 470 Extranet che supportano le relazioni con clienti (40%), fornitori (56%) o entrambi (4%). Il 14% delle Extranet attive è utilizzato anche per gli scambi commerciali con l' estero. Cresce anche l' uso di sistemi Edi (Electronic Data Interchange) per lo scambio elettronico di documenti, con 165mila documenti (+10%) scambiati da 13mila imprese (+8%), di cui un terzo sono fatture. E oltre quattro grandi aziende su 10 (42%) hanno implementato soluzioni collaborative per gestire la relazione con clienti e fornitori. «Nel 2017», ha dichiarato Mangiaracina presentando la ricerca, «l' eCommerce B2BB2B ha raggiunto un valore di 335 miliardi tra le imprese residenti sul territorio nazionale, con un incremento dell' 8% rispetto al 2016. Una cifra sicuramente significativa, ma che rappresenta ancora soltanto il 15% degli scambi complessivi fra le aziende italiane, mentre è decisamente maggiore l' incidenza dell' eCommerce B2BB2B nelle transazioni con imprese estere, pari a 130 miliardi (il 26% del transato totale verso l' estero)». Per quanto riguarda i rapporti con l' estero, per altro, la situazione non è affatto omogenea: ci sono paesi Ue, come la Germania o il Portogallo, che non prevedono obblighi di fatturazione elettronica, e in cui la scelta di digitalizzare o meno il ciclo ordine-pagamenti è lasciato alle imprese; in altri casi (per esempio, Spagna, Olanda e Svezia) l' obbligo sussiste solo nei confronti della pubblica amministrazione, mentre in altri ancora, come Francia o Norvegia, l' obbligo B2G, business to government, è in fase di implementazione. Quali sono i vantaggi concreti che la fatturazione B2BB2B offre alle aziende? Secondo Claudio Rorato, Direttore dell' Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2BB2B, «l' obbligo di fatturazione elettronica tra privati consente alle imprese di sfruttare le potenzialità che si generano con il passaggio da una gestione della contabilità aziendale per documenti a una per flussi di dati e dalla dematerializzazione di un documento alla digitalizzazione dell' intero ciclo ordine-pagamento. I benefici di questo passaggio sono più che evidenti: con l' introduzione della sola fattura elettronica strutturata si possono risparmiare tra i 5,5 e gli 8,2 euro per ogni fattura, digitalizzando l' intero ciclo il risparmio prevedibile è nell' ordine tra 25 e 65 euro». Tutto oro ciò che luccica? Non è detto. In realtà, ci sono stati rappresentanti di associazioni imprenditoriali che hanno messo in luce l' esistenza di possibili criticità di tipo tecnico. «In Italia ci sono oltre 40 miliardi di transazioni all' anno, che dal 2019 dovranno essere gestite elettronicamente. C' è il rischio che si creino blocchi del sistema senza precedenti», ha segnalato per esempio Michele Castellana, responsabile servizi fiscali dell' Associazione delle piccole imprese. Per cercare di prevenire tali inconvenienti, l' Agenzia delle Entrate ha rilasciato un software per la predisposizione della fattura elettronica installabile su Pc, una procedura web e una app per la trasmissione delle fatture al sistema di interscambio, un servizio web di generazione QR Code, un servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche. Infine, c' è un altro problema, che riguarda la sicurezza dei dati. È infatti possibile che i contenuti delle fatture emesse e ricevute dalle aziende vengano acquisiti da soggetti «terzi». Si tratta del cosiddetto «rischio profilazione», che si verifica inevitabilmente attraverso l' utilizzo della rete informatica. Non a caso tra le istruzioni per l' uso di FatturaAE, la nuova app appena messa in rete dall' Agenzia delle Entrate, appare un messaggio che avverte che il suo utilizzo potrebbe comportare il salvataggio dei relativi dati su Google Drive. Messaggio seguito dalla domanda: «Vuoi procedere utilizzando Google Drive o salvando i dati all' interno dell' applicazione?» Ciò significa che, a seconda di come l' utente utilizzerà l' applicazione, esiste la concreta possibilità che i dati relativi alle fatture elettroniche possano finire nei server del gigante dei Big data. Che, dal canto suo, ha dimostrato in numerose occasioni di sapere sempre come trarre un vantaggio dalle informazioni che acquisisce. A qualunque genere esse appartengano. (riproduzione riservata)